Paros, Monastero di Agios Georgios

Il Monastero di Agios Georgios

Sulla strada che da Naoussa conduce a Marpissa, appena prima di entrare nel villaggio, sulla destra troverete le indicazioni per raggiungere la chiesa di San Giorgio (Agios Georgios).
La prima cosa che vi accoglierà, una volta giunti sul posto, sarà la spettacolare vista sulla baia di Molos.
È qui che, da 9 anni, vive un Frate… tutto solo (o, meglio, in compagnia di due cani, qualche pavone, un cavallo e altri simpatici animali)… dalla mattina alla sera… per tutto l’anno.
Sarà lui ad accogliervi da dietro una piccola porticina, una volta capito il percorso da fare per raggiungere la chiesetta.
Che no… non è quella che vedrete in alto, una volta giunti al monastero.
Vi sembrerà di violare la privacy di qualcuno, ma per trovare il primo cartello con le indicazioni della chiesetta, occorrerà entrare dentro il monastero stesso.
Lì troverete una piccola porticina che, se non in orario di visita, sarà chiusa. Da questa, fuoriesce un cordino che basterà tirare per suonare il campanello, ed essere accolti dal sorriso di questo Frate solitario.
Per prima cosa, vi condurrà alla chiesetta stessa. Poi vi inviterà a fare una passeggiata tutto intorno, fino ad offrirvi qualcosa da bere (orgogliosissimo della limonata ottenuta dai limoni del suo giardino!).
Nella piccola saletta dove vi accomoderete, noterete il libro dei visitatori.
È sempre lo stesso dal 2000.
Lo apro all’ultima pagina, e scorgo data di ultima visita (aprile) e penultima (lo scorso anno!).
Gli chiedo se quelle siano, effettivamente, le ultime due visite ricevute… timidamente, mi confessa che sono semplicemente gli ultimi ad aver voluto annotare sul libro la data della loro visita, ma si capisce che non ne riceva, poi, così tante.
Gli chiedo, dunque, quanta gente gli capiti di ricevere in monastero: mi dice che in estate sono -chiaramente- più turisti, d’inverno è più gente locale che, magari, lo aiuta anche con le mansioni quotidiane.
Gli chiedo se stare li da solo sia una scelta, o una condizione imposta per un certo periodo di tempo. Mi risponde che, volendo, potrebbe anche chiedere di cambiare posto, ma sembra gli vada più che bene così.
È originario di Creta, per cui parte spontanea la domanda “meglio Creta o Paros”?
A Creta era in un monastero di montagna, per 10 anni immerso nel verde ma lontano dal mare.
A Paros non ha il verde, ma ha una splendida veduta sul mare. Quanto basta per renderlo felice.
Se vi dovesse capitare di essere li vicino, non esitate a passare a fargli un saluto!
Apprezzerà sicuramente

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