Viaggio alla scoperta di Paros
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I pasti nell'antica Grecia

I pasti nell’antica Grecia

Vi siete mai chiesti cosa si portasse a tavola nell’antica Grecia?
Quali fossero i cibi maggiormente consumati?

Rimarrete sorpresi (forse) nel constatare che la colazione fosse a base di fette di pane e… vino!
Si, avete capito bene!
Per ammorbidire quel pane durissimo, e destinato al consumo per mesi interi, i Greci erano soliti affogarlo in un bicchiere di vino, già a partire dalle primissime ore della giornata. 

Un’alternativa, probabilmente meno comune, era rappresentata dalle “tiganitès”, delle frittelle a base di farina bianca, olio di oliva, miele e latte e poi ricoperte da una colata di miele o formaggio. 

 

A pranzo veniva consumato un pasto leggero, a base di fichi, pesce sotto sale, formaggi, olive e -ancora una volta- pane e vino. 

La cena, invece, era il momento più consistente. 
L’occasione per trascorrere del tempo in famiglia o tra amici, per conversare di filosofia o politica.

A tavola venivano serviti pesce, legumi, uova di quaglia o gallina, formaggi, olive, pane, fichi e verdure come asparagi, cavoli, carote e cetrioli.

Ancora una volta, il vino faceva la sua trionfale comparsa in tavola, accanto naturalmente all’acqua.
Gli antichi Greci lo bevevano rosso, bianco o rosè, ma la tradizione voleva che esso venisse mescolato con dell’acqua.
Bere il vino puro era considerata un’abitudine rozza e barbarica. 

A fine cena, si poteva concludere il pasto con un dolce che, certamente, non aveva nulla a che vedere con quelli che sono i nostri attuali dessert.
Lo zucchero non era ancora conosciuto, e per dolcificare si utilizzava esclusivamente il miele.
Va da sè, dunque, come un pezzo di formaggio, o un fico oppure le stesse olive affogate nel miele potessero offrire un dolce e gustoso epilogo alla cena appena consumata. 

I pasti nell'antica Grecia

 

Fonte: The spruce eats

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