Ritorno a Paros

Ritorno a Paros

10 mesi dopo, eccomi di nuovo qui, nella mia isola, che mi accoglie magistralmente come sempre.

Percorrendo una delle mie strade del cuore (o forse la preferita in assoluto), quella interna che collega Santa Maria ad Ambelas, fatta di sterrati e scogliere che guardano Naxos (seppur sotto quella coltre di foschia che il cielo riserva questa sera), la osservo affascinata e mi tuffo nella poliedrica molteplicità dei suoi odori.

Gli odori della campagna, di quella natura incolta e selvaggia che ti abbraccia ad ogni angolo, i versi dei gabbiani quando il sole è ormai basso, il silenzio e la solitudine tutt’intorno a me.

E sono felice, felice come sempre.

Lei riesce a tirarmi fuori da quel guscio che la stanchezza del viaggio e il sonno di una sveglia all’alba costruiscono intorno a me.

Metto piede sull’isola che sono stanca e senza forze, salgo a bordo della mia macchina e mi ricarico ogni chilometro sempre di più.

È la magia dei posti in cui lasci il cuore, di quei posti che ti rubano l’anima, di quei posti che chiami “casa” e vorresti restassero per sempre solo tuoi.

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