Piantare in asso… a Naxos

Sapete che il detto “piantare in asso” deriverebbe il suo significato da alcuni avvenimenti svoltisi su un’isola greca?
E, se ci si fa un pizzico di attenzione, non è difficile capire quale!

L’ho scoperto 3 anni fa, mentre mi trovavo in vacanza sull’isola di Naxos, e in una taverna facevamo la conoscenza di un simpatico signore italiano, Antonio Cortese (con un illustrissimo passato lavorativo in ISTAT), ormai stabilitosi sull’isola da tempo.
Talmente conoscitore di ogni meandro e di ogni curiosità su Naxos, al punto da aver stilato una vera e propria guida, che è stato lieto di regalarci mentre ci invitava a casa sua a prendere un caffè dopo il pranzo.

È sfogliando la sua guida, e ascoltando i suoi racconti, che ho imparato -dunque- che il detto “piantare in asso” deriva dall’antico mito di Arianna e Teseo, secondo il quale la donna -dopo aver aiutato l’eroe a sconfiggere il Minotauro- viene da questo abbandonata nell’isola di Naxos, in italiano Nasso.

Piantare in asso, dunque, altro non sarebbe che piantare in Nasso (nome italiano dell’isola)!

Spiegazione mitologica o realtà, il detto mi è tornato recentemente in mente di fronte alla copertina dell’ultimo lavoro di Chiara Gamberale, “L’isola dell’abbandono”, in cui l’ ambientazione sull’isola di Naxos porta l’autrice a raccontare qualcosa anche sulle origini di questa mitologica espressione.

Come si può facilmente intuire, il libro sarà presto uno dei miei prossimi acquisti, finalizzati ad arricchire la mia raccolta di letture a sfondo greco.

 

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